ARTEMIS II diario di bordo
Dall’articolo di Giorgio Bianciardi su ASTRONOMIA n.3 luglio-settembre 2026
Sintesi a cura di Maria Teresa Prelati
Logbook
……superando la distanza massima mai percorsa dall’uomo dalla Terra: lo facciamo per onorare gli straordinari sforzi e le imprese dei nostri predecessori nell’esplorazione spaziale umana.
Reid Wiseman, Comandante di Artemis II
Dopo 54 anni “We go to stay”, come dice l’Amministratore della NASA Jared Isaacman, “mai più abbandoneremo la Luna.”
1-2 aprile primo giorno di missione “For all humanity”
1° aprile: 6:35 p.m. EDT ora di Houston – 2 aprile 0:35 in Italia.
Il razzo SLS con la navetta ORION si lancia verso il cielo dal Complesso di Lancio 39B del Kennedy Space Center, Cape Canaveral, Florida.
A bordo: Reid Weisman, Comandante;
Victor Glover, Pilota;
Christina Kock, Specialista di Missione;
Jeremy Hausen, Specialista di Missione (Agenzia Spaziale Canadese, matricola dello Spazio);
gli altri con grande esperienza in precedenti missioni spaziali.

00:59 ora italiana, Houston comunica il completo dispiegamento delle 4 ali solari dal Modulo di Servizio Europeo.
ESM dell’Agenzia Spaziale Europea con Airbus Defence and Space (in un consorzio di 13 Paesi europei, principalmente Italia, Francia, Germania) fornisce elettricità, ossigeno, acqua e controllo termico a Orion ed è provvisto di 33 motori che utilizzano propellenti ipergolici (si accendono spontaneamente al contatto): monometilidrazina come carburante e ossidi misti di azoto come ossidante.
2 aprile 7:49 p.m. viene acceso il motore principale del Modulo di servizio (5m e 50s) per sfuggire alla gravità terrestre: Trans Lunar Injection.
Dopo più di 50 anni uomini del pianeta Terra si dirigono verso un altro corpo celeste, la Luna. La navicella ORION è ribattezzata “Integrity”. La Terra si allontana e appare come una falce.
“Stiamo ammirando una vista meravigliosa del lato buio della Terra, illuminato dalla Luna. È fenomenale. Nessuno di noi riesce a pranzare, siamo incollati ai finestrini, stiamo scattando foto…” comunica a Houston il canadese Hausen.

3-5 aprile: giorni di prove e di verifiche.
Continua la messa a punto per le osservazioni da compiere così come la sistemazione delle camere fotografiche che saranno utilizzate. Orion si trova a metà strada dalla Luna.
5-6 aprile: Orion è nella sfera di influenza della gravitazione lunare (in Italia ore 6:38 del 6 aprile). Siamo a 373.000 Km dalla Terra e 62.800 Km dalla Luna.
6-7 aprile: flyby lunare e lacrime tra le stelle.
6 aprile: ore 1.52 p.m.
Un barattolo di Nutella fluttua velocemente nella cabina di Orion sfiorando i capelli di Christina Koch. La NASA comunicherà che non c’era stato alcun accordo pubblicitario con la Ferrero.
6 aprile 6:41 p.m. in Italia 7 aprile ore 00:41
immagine scattata da Christina Koch con una fotocamera Nikon D5: la Terra in fase crescente tramonta dietro l’orizzonte lunare.

6 aprile ore 7:00 p. m.
Orion giunge al punto di massima vicinanza alla Luna, 6.545 Km dalla superficie del nostro satellite e raggiunge alle 7:07 la massima distanza dalla Terra mai raggiunta da parte di esseri umani, 406.770 Km. Lo storico FLYBY è stato seguito dalla NASA e dalle principali piattaforme: Amazon Prime, Apple TV, Netflix, etc.

7-8 aprile: si torna a casa
7 aprile ore 1:23 p.m.
Orion esce dalla sfera gravitazionale della Luna.
7 aprile ore 8:03
Correzione della traiettoria. Il Modulo di Servizio Europeo accende i propulsori per 15”, variazione di velocità 1,8 Km/h.
8 aprile
la Luna si è allontanata, ora a 134.000 Km.
9-10 aprile: casa
9 aprile ore 11:05 a.m.
Orion è a 237.000 Km dalla Terra.
Attività di riconfigurazione della navetta Orion per prepararsi al rientro.
Aggiornamento sulle condizioni meteo del luogo di ammaraggio.
10 aprile: ore 2:53
accensione propulsori dell’ESM per la 3° volta e correzione della traiettoria per centrare il corridoio di rientro (finestra angolare di ingresso, precisione necessaria +/- 0,5°, altrimenti perdersi nello spazio-angolo troppo piatto- oppure rientro distruttivo-angolo troppo ripido-).

10 aprile: ore 7:37 p.m.
la capsula ruota, si allinea nella configurazione corretta finale, inizia l’attraversamento dell’atmosfera terrestre alla velocità di 11 Km/s.
Siamo a 122 Km dalla superficie terrestre. Il blackout comunicazioni durerà 6’.
Il plasma che si forma intorno alla navicella Orion sfiora i 10.000 C°, la superficie dello scudo termico di Orion raggiunge 2800 C°.
Riprese le comunicazioni alle 8:03 vengono aperti i paracadute frenanti e stabilizzanti rallentando a 32 Km orari la navetta al momento dell’ammaraggio al largo di San Diego, California, ore 8:07 p.m. (in Italia 11aprile ore 2:07).
Estrazione degli astronauti dal Modulo e trasferimento in elicottero sulla nave USS Jhon P. Murtha.

Ritorno a Houston: visite di controllo, cerimonia di benvenuto, ricongiungimento con le famiglie, colleghi e personale NASA.
16 aprile: conferenza stampa post-missione.
25 aprile: messaggio pubblico di ringraziamento.
La missione Artemis II è conclusa.
Primo passo dell’uomo per diventare una “specie interplanetaria”.